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Ghost Rider: Spirito Di Vendetta – Mark Neveldine e Brian Taylor [2011]

30 marzo 2013

How to put a rider in a cage

Ghost Rider: Spirito Di Vendetta

Torna sugli schermi l’eroe dei fumetti Ghost Rider.

Quando si tratta di film tratti da fumetti c’è sempre da diffidare. Il carattere stesso del fumetto è d’intrattenimento per il tempo libero, generalmente di un pubblico non troppo adulto. Detto ciò ci sono fumetti che raggiungono il vero e proprio livello di opera d’arte anche, e forse soprattutto, per via delle illustrazioni. La consuetudine cinematografica degli ultimi anni ci ha però abituati a trasposizioni filmiche piatte, incolore che puntano tutto sull’abbondantissimo utilizzo degli effetti speciali gettati con forza tra una scena e l’altra per impressionare i più giovani e i meno esperti. Qualche volta quest’operazione riesce per merito del regista o degli attori, ma molte più volte a determinare il successo eclatante di un’opera altrimenti semi-anonima è la promozione che precede l’uscita del film, che continua durante la sua permanenza nelle sale e che non tarda a ripresentarsi anche a seguito del termine delle proiezioni nei cinema per garantire la vendita dei dvd, dei gadget e, senza ombra di dubbio, per mantenere alta l’attenzione iconica su un personaggio che nel giro di un annetto potrà tornare a spadroneggiare i suoi superpoteri in un acclamatissimo sequel.

Il primo film dedicato a Ghost Rider uscì nel 2007 e malgrado la critica lo disprezzò in maniera abbastanza unanime aveva il merito di portare sugli schermi un rider accattivante interpretato da un allora non troppo abusato Nicolas Cage coadiuvato da un sempre caratteristico Sam Elliott. Insomma, non un gran film, ma le produzioni sulle quali scagliarsi contro sono altre.

Il suo seguito, ovvero Ghost Rider: Spirito Di Vendetta è proprio una di queste.

Già il passaggio di testimone da un regista non esaltante come Mark Steven Johnson a una coppia di registi ancor meno esaltanti come Mark Neveldine e Brian Taylor instilla il dubbio del fallimento ancor prima di aprire la confezione del dvd.

Bastano poi pochissimi secondi per accorgersi del dramma cinematografico al quale ci siamo accostati.

Ghost Rider: Spirito Di Vendetta

L’inizio è davvero tremendo per un film che ha avuto una diffusione e un successo [di pubblico ai botteghini] di questa portata. Sembra di assistere a un film tv di infima qualità. La fotografia si palesa subito scadentissima e un paio di viraggi cromatici campati in aria in rapida successione tanto per cercare di rendere meglio l’idea della concitazione iniziale confermano un disprezzo verso il film che era già nato più che sostenuto.

Tutto è così banale e dichiaratamente mendace che si resta increduli al susseguirsi di luoghi comuni tanto mal raffazzonati e, elemento ancor più grave, sostenuti da una sceneggiatura incalcolabilmente malriuscita. Un qualsiasi produttore dotato di un minimo di dignità personale avrebbe cestinato il tutto entro pochi istanti. E invece no, e tutto questo sentimento di ripudio non è che il frutto dei primi due o tre minuti di visione di quella che fatico a chiamare “opera”.

Dopo l’intro sommariamente descritta poc’anzi compaiono i titoli di testa. Una voce fuori campo, che lo spettatore già riconosce come quella di Nicolas Cage [o del suo doppiatore], tenta di coinvolgere direttamente il malcapitato seduto davanti allo schermo chiamandolo direttamente in causa, parlandogli in prima persona, come se questo espediente da imbonitore di periferia possa farci immedesimare per grazia divina in quello scempio filmico che si sta compiendo davanti ai nostri occhi.

E così inizia il film, con un Nicolas Cage sempre più imbarazzante. La sua espressività e la sua mimica sono dati non pervenuti nemmeno alla fine del film, mentre il suo look è inaccettabilmente identico a quello di buona parte dei pessimi film che mister Cage ha interpretato negli ultimi dieci anni. L’altro personaggio sulla scena nelle prime battute, ovvero Idris Elba, se la cava meglio, come già aveva dimostrato, perlomeno per simpatia, in altre occasioni, eppure bastano pochi istanti per [ri]vedere sulla scena uno dei grandi misteri del cinema contemporaneo: Violante Placido.

Ghost Rider: Spirito Di Vendetta

I registi, forse per non creare disparità con il livello degli attori, sbagliano più o meno tutto, a partire dall’utilizzo più che ricorrente di macchine da presa volutamente traballanti, anche di poco, comunque quel tanto da rendere l’immagine visivamente instabile. In un film di Lars Von Trier la macchina ballerina [lì si usa direttamente la macchina a mano] è praticamente d’obbligo, ma in un film che non è altro che una trasposizione cinematografica di un fumetto che non può che concludersi nella staticità delle sue figure, che senso ha optare per un’immagine costantemente in movimento? Non è il realismo che si sta cercando di ricreare, questo è ovvio, dunque, data l’incapacità dei registi di dare un tono fumettistico al tutto, perché non si sono limitati a creare visivamente qualcosa che potesse anche solo lontanamente richiamare alla mente le comic strips? E non mi dilungherò a elogiare un’opera ardita ma fumettistica fino al midollo come fu Dick Tracy di Warren Beatty del 1990.

Non paghi di tutto ciò i registi ci deliziano anche con una meravigliosa sequenza in split-screen seguita da sporadiche e reiterate accelerazioni della macchina da presa, attraverso modi che nemmeno nei titoli di testa della più sfortunata serie tv americana degli ultimi anni si sarebbero azzardati a fare.

Nemmeno i trucchi si salvano in tutto ciò. Soltanto gli effetti speciali meriterebbero una mezza menzione positiva ma sono utilizzati in maniera così retorica che preferisco non aggiungere altro in merito, se non evidenziare come la deformazione facciale del protagonista viva un momento di inconcepibile attenzione. La macchina da presa si sofferma attraverso molti primi piani a mettere ben in risalto mostruose mutazioni fini a sé stesse che, a dirla tutta, non stupiscono più nessuno dal momento in cui semplici applicazioni per smartphone producono quasi lo stesso effetto, con il vantaggio di farci fare qualche risata in più deformando non il signor Cage, ma nostro fratello, un nostro amico, uno zio o chi altro decidiamo noi.

Ghost Rider: Spirito Di Vendetta

Ghost Rider: Spirito Di Vendetta è un film quasi inguardabile. La soglia della decenza cinematografica è lontana e il rispetto per lo spettatore pagante è assente. Il personaggio del motociclista scheletrico e fiammante rimarrà sempre e comunque un figo, ma il film è davvero tremendo.

2

Danilo Cardone

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2 commenti leave one →
  1. 1 aprile 2013 16:35

    imbarazzante

    • 1 aprile 2013 16:58

      davvero. per chiunque abbia preso parte a questo progetto.

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