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Ghostbusters, Acchiappafantasmi – Ivan Reitman [1984]

13 gennaio 2013

Gli acchiappabiglietti

Ghostbusters

Tre disoccupati s’inventano la professione di acchiappafantasmi, con esiti sorprendentemente positivi.

Il successo planetario che ebbe questo film all’uscita nei cinema lo ha trasformato obbligatoriamente in un film cult per ben più di una generazione. Dall’idea di due dei protagonisti Dan Aykroyd e Harold Ramis viene realizzato questo film grottesco, fumettistico [e difatti genererà serie di cartoni animati], fortemente improntato sulla caratterizzazione dei cinque principali protagonisti. Le loro battute e le loro smorfie soppiantano di gran lunga la stori[ell]a che le sostiene, rilegandola a un ruolo marginale, di lineare svolgimento narrativo. Non importa che lo spettatore capisca da dove derivi il demone che minaccia New York, né che comprenda tutte le specifiche tecniche degli equipaggiamenti in dotazione ai tre [poi quattro] eroi, l’importante è colpire lo spettatore strappandogli un sorriso per ciò che sta accadendo e un po’ di stupore per i fantasmagorici [per l’epoca] effetti speciali.

D’altronde tutte queste buffe esagerazioni sono proprio l’anima di questo film anti-realistico, che si sviluppa in un tempo arbitrario dettato dall’esigenze di sceneggiatura. Tutto è improbabile in Ghostbusters, ma tutto fila alla perfezione come quando si sfoglia un fumetto di fantascienza.

A livello registico nulla è possibile appuntare a Ivan Reitman. Gli ambienti, i costumi, ogni cosa è plasticosa, sa di finto ma tutto ciò si amalgama alla perfezione in quel mondo filmico che palesa in ogni istante il suo carattere d’intrattenimento.

Ghostbusters

Anche gli attori si sottomettono attivamente a questo precetto, cosicché Bill Murray emerge come il leader della banda sulla scena, ammiccando, dirigendo gli altri e indicando al pubblico con che occhio seguire le vicende. Il suo personaggio è quello che maggiormente plasma l’anima del film in una direzione ironica, intrepida e spavalda che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere di competenza del prematuramente scomparso John Belushi. Buona anche la prova di Dan Aykroyd, seppure i fasti dei Blues Brothers non sono paragonabili. Sigourney Weaver è perfetta nel ruolo di femme fatale così come Rick Moranis è bravissimo nel vestire i panni dell’ingenuo e innocuo babbeo della situazione, ruolo che ripeterà più volte nella sua non troppo nutrita carriera cinematografica.

I tre personaggi sono così entrati di diritto nell’imaginario collettivo, le loro battute nel parlare quotidiano e i loro costumi un must quasi quanto quelli inarrivabili di Star Wars. Anche la colonna sonora non fa eccezione con quel ritornello così facile da ricordare che recitava «Who you gonna call? Ghostbusters!», scritta e cantata da Ray Parker Jr. sull’evidente base di I Want A New Drug del gruppo rock Huey Lewis And The News uscito soltanto un anno prima, nel 1983. La base era talmente palese che Huey Lewis [che aveva rifiutato l’offerta di comporre la colonna sonora per il film perché già impegnato in quella di Ritorno Al Futuro di Robert Zemeckis] fece causa per plagio. La questione si protrasse fino al 2001, a testimoniare l’importanza che rivestono ancora oggi i diritti per quella canzoncina così orecchiabile.

Ghostbusters

Ghostbusters, che verrà seguito cinque anni dopo da un sequel e per il quale in questi mesi si stanno definendo i tratti principali del terzo episodio della serie, ha contribuito a definire un’epoca cinematografica, creando un caposaldo visivo per migliaia di persone che in tutto il mondo guardavano ancora affascinati a ogni produzione statunitense. Malgrado ciò oggi questo film sa ancora esercitare il suo fascino, consapevoli della pericolosa velleitarietà del suo [non] messaggio culturale.

7,5

Danilo Cardone

2 commenti leave one →
  1. 17 gennaio 2013 20:59

    Un cult! Io nel film ci vedo anche una celebrazione, giusta, di New York.

    • 17 gennaio 2013 21:04

      E’ effettivamente una visione affascinata della città, come se fose il cuore pulsante d’un universo intero che i “nostri” eroi si approntano a salvare !

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