Skip to content

A Dangerous Method – David Cronenberg [2011]

7 novembre 2012

La guerra dei mondi

A Dangerous Method

David Cronenberg gira un film su Jung e Freud.

Non è una biografia, malgrado gli elementi possano richiamarne alcuni stilemi. David Cronenberg è un regista che spesso e volentieri finisce per indagare il sé dell’individuo, della collettività.

A Dangerous Method è questo, anzi, è una buona estremizzazione di ciò. I lunghi dialoghi che caratterizzano l’opera escludono a prescindere una buona parte del pubblico che, in effetti, non ha gradito [capito] più di tanto la sua operazione. Eppure a Cronenberg pare non interessare. Lui deve girare il suo film [lento?] su Jung e su Freud, ma ancor più sul loro rapporto e l’influenza che su di loro esercitò la paziente/psicoanalista Sabina Spielrein, anzi, in realtà ciò che fa è, nuovamente, [vivi]sezionare la coscienza dell’uomo. E non poco. In fondo in fondo il buon Cronenberg è crudele, per certi versi nietzschiano: ama l’essere umano e per aiutarlo a crescere, lo uccide.

Il Jung che mette in scena è forte e debole, sicuro e insicuro, amato e odiato, ecc ecc… Nulla di male per un personaggio cinematografico, un po’ reale e un po’ di finzione, senonché lo spettatore è in quel personaggio che finisce per immedesimarsi e se i personaggi che gli ruotano attorno finiscono per destabilizzarlo, anche lo spettatore ne rimarrà indottamente destabilizzato.

Non che sia un male…

A Dangerous Method

Però è interessante il procedimento con il quale Jung mette in dubbio Jung. È interessante come Cronenberg mette in dubbio la Sacra Scientia declassandola [per mezzo di Freud] ad ars minor, sottostante la φιλοσοφία, ovvero l’insieme di ogni ragionamento che non prevede distinzioni tra discipline anche disparate tra loro. L’idea non ha forma e, come i sogni analizzati da Freud, deve essere libera di spaziare incondizionata tra i vari settori del pensiero senza barriere di comodo arbitrariamente apposte.

In altre parole, la scienza è l’applicazione di regole e schemi che sono frutto del ragionamento e il ragionamento è il frutto delle percezioni dell’uomo, che appartengono alla sfera dell’invisibile, dell’insensibile, dunque, per rintracciare in ogni singolo essere umano la propria più intima natura, è necessario abbattere ogni schema e lasciare spazio all’insondabile, senza pregiudizi.

Dunque ecco perché A Dangerous Method non funziona bene tra il grande pubblico: non si può diffondere così “esplicitamente” l’idea di abbattere ogni convinzione, ogni base del nostro pensiero, senza pensare che questa idea verrà rifiutata quasi per istinto di sopravvivenza dalla maggior parte degli spettatori. Ovviamente, soltanto tra quelli che avranno avuto l’accortezza di seguire i ragionamenti e, conseguenza logica ma non fisiologica, comprenderli.

«Soltanto lo scontro tra forze distruttive può creare qualcosa di nuovo.»; «Dalla distruzione di due individui ne nasce uno nuovo.»; «Non passare mai davanti a un’oasi senza fermarsi a bere.»

A prima vista potrebbero anche sembrare mezze banalità o frasi fatte, ma la vera attuazione di questi concetti necessita di grande forza da parte dell’individuo. L’essere libero passa attraverso la sperimentazione, la frantumazione del sé in prima persona di chi sta esperendo.

A Dangerous Method

Jung è sposato ma tradisce la moglie perché solo così può essere libero, può giudicare e portare avanti la sua filosofia. Non è un tradimento intimo, ma necessario alla natura di un uomo che, come tutti gli altri uomini, è nato senza catene, senza appartenenze. Così Dante sognava e idolatrava Beatrice, così Boccaccio strutturava il suo Decameron.

E accanto a ciò, la violenza di Cronenberg. Sopita, celata dietro a specchi che mostrano qualcosa ma non tutto, che inquadrano il mezzo busto di donne frustate per piacere, celando le zone calde.

È la Spielrein a rapportare eros e thanatos. È lei a parlare di morte e sopravvivenza, di piacere e necessità, di parti opposte che si [dis]integrano, anticipando pensieri che fioriranno ancora mezzo secolo dopo con saggi come La Metafisica Del Sesso di Julius Evola.

Per inscenare ciò, la parola è regina. I dialoghi, le riflessioni. Tutto passa attraverso il verbo ed è apprezzabile come i rapporti [e]volvino da orali a epistolari per accentuare distanze di pensiero.

Purtroppo, ma anche un po’ per necessità di tempo, Cronenberg sorvola su molti aspetti, non escludendoli ma celandoli, dandoli per scontati e sottintendendoli, fornendo così molti spunti di riflessione ma anche molti rischi di cadere nell’errore di male interpretare o, ancor peggio, non farlo affatto.

Non importa, e anche se visivamente non è il cinema più appagante, quello creato qui è un cinema attento, che sa di essere tale e si muove in questa funzione.

Un plauso, dunque, a Cronenberg che, senza esaltare, ci regala dei bei primi piani, gioca con la profondità di campo e, in una delle migliori scene, reclude due dei tre protagonisti all’interno di una barca che, nella sua placidità, è metafora d’una tetrissima bara che mai disgregherà l’abbraccio dei suoi reclusi.

Bravi anche gli attori. Lo Jung di Michael Fassbender non si può criticare negativamente, così come il sempre bravo Viggo Mortensen, qui nei panni di Freud. Non male anche la Knightley che qui ha un nonsochè di schieleiano ma che viene penalizzata, soltanto in alcuni punti, da un montaggio non troppo accorto.

A Dangerous Method

A Dangerous Method è un azzardo che non soddisfa appieno ma che cela in nuce la cattiveria e la disillusione del capolavoro di Cronenberg, Videodrome.

8

Danilo Cardone

No comments yet

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: