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La Nona Porta – Roman Polanski [1999]

31 ottobre 2012

De Ars Goetia

La Nona Porta

Un mercante di libri antiquari viene assoldato per rintracciare tutte le tre copie di un libro secentesco a forte contenuto esoterico che celerebbe occulti e smisurati poteri.

Roman Polanski crea su questa base un thriller splendidamente diretto che fa della trama e dei suoi intrecci il suo punto di forza. La linearità della consequenzialità degli eventi in scena è resa intrigante dal loro continuo sottrarsi al protagonista e dunque allo spazio conoscitivo dello spettatore. Questo plot che non prevede arzigogolature labirintiche come in altri film del medesimo regista, trova buono sfogo nella misterica e demoniaca suspense che aleggia negli eventi, negli oggetti e negli spazi.

Purtroppo un finale pessimo rovina l’intera opera che, come in un sogno lucido che profuma di incubo, risucchia il protagonista in un baratro dal quale hitchcockianamente fatica sempre più a chiamarsi fuori.

L’uomo comune che inizia indagini sul filo del pericolo è di diretta derivazione dal cineasta britannico, così come l’occhio della macchina da presa che si sofferma spesso su dettagli minimi che condiscono l’opera o che, addirittura, ne modificano l’andamento.

La Nona Porta         La Nona Porta

Un ritmo mai sopito calamita lo spettatore sin dalle prime battute, così come un Johnny Depp perfetto nella parte, magistrale nel vestire i panni assegnatigli, così come nel portare un look che mai pare essergli stato cucito su misura in maniera così calzante.

La componente esoterica, fortemente presente, caratterizza tutto il film, malgrado si debba notare come sia sempre evocata e mai approfondita, spostando il tono del lungometraggio da vagamente scientifico e filologico a meramente d’indagine. Noi con il protagonista siamo interessati a trovare le copie del libro, a confrontare quei pochi [pochissimi] dettagli sui quali il regista ci dice che ci dobbiamo soffermare e così facendo mettiamo da parte [non per scelta ma per forzatura narrativa] l’interpretazione del fantomatico testo e l’indagine iconografica delle belle incisioni.

Insomma, il film evoca tramite atmosfere molto adeguate e per mezzo di azzeccatissime musiche ma non ci svela nulla. D’altronde il carattere esoterico si miscela un po’ grossolanamente con alcuni siparietti grotteschi che stonano un po’, sfavorendo un taglio più autorevole e serioso che forse avrebbe meritato.

Polanski sa comunque cosa fare e come farlo e per la maggior parte del film non sbaglia, malgrado i suoi stilemi classici come la circolarità dell’opera o l’identificazione del sé siano accuratamente esclusi.

La Nona Porta

La Nona Porta è un bel film, ben realizzato, ben interpretato e dal tema insolito e affascinante. Chiudendo un occhio sul finale e su alcune banalità non potremmo fare altro che lasciarci trasportare in due ore abbondanti di valido intrattenimento cinematografico.

7,5

Danilo Cardone

2 commenti leave one →
  1. 1 novembre 2012 12:13

    Come non ricordare il rapporto epistolare tra il libraio inglese Anthony Hopkins e la collezionista americana Anne Bancroft nel raffinato film 84 Charing Cross del 1987, così come quello – decisamente più carnale, ma comunque legato ad un antico libro di magia – tra il libraio antiquario Johnny Depp e la diabolicamente erotica Emmanuelle Seigner ne La Nona porta che Polanski ha tratto da Pérez-Reverte?

    • 1 novembre 2012 16:28

      84 Charing Cross Road è un film elegante e appassionato o, ancora meglio, raffinato, come acutamente definito da lei. Malgrado le basilari differenze tra l’opera di Polanski e quella del 1987 interpretata dalla meravigliosa coppia Bancroft-Hopkins è effettivamente presente in entrambi casi, quasi una rarità cinematografica, non solo l’ambientazione libraria ma il vero e proprio amore per il libro come oggetto, parimenti esaltato come portatore di conoscenza e come feticcio dall’intrinseco potere apotropaico.

      Grazie mille per il commento, per lo spunto. La vostra libreria è un punto di riferimento.

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