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The Well, Voci D’Acqua Dall’Etiopia – Paolo Barberi e Riccardo Russo [2011]

5 giugno 2012

.15° Cinemambiente Environmental Film Festival

Santa acqua

The Well, Voci d'Acqua dall'Etiopia

Torna il tema dell’acqua al 15° Cinemambiente Environmental Film Festival di Torino.

In concorso nella sezione documentari italiani, il lavoro compiuto da Paolo Barberi e Riccardo Russo emerge con forza nella buona qualità media dei film proposti.

Non è soltanto il tema trattato, non è soltanto la tecnica cinematografica e nemmeno è il modo in cui viene sviluppato. È l’insieme inscindibile di tutto ciò. Questo film ha davvero tutto ciò che ci si potrebbe aspettare da un documentario di alto livello.

Centro delle riflessioni filmiche dei registi è il popolo Borana in Etiopia e di come essi siano dipendenti dall’acqua. In un deserto dove esiste una stagione delle piogge corta e una lunga, la maggior parte dell’anno viene vissuta in piena siccità. Polvere e nient’altro che polvere per mesi, senza la possibilità di dare da mangiare un po’ di vegetazione alle numerose bestie che garantiscono, tra le altre cose, la totalità della dieta di questa popolazione etiope.

Come sopravvivere?

L’unica salvezza è il pozzo. Il luogo dal quale a mano, giornalmente, un’equipe di ragazzi nel pieno delle loro forze compie il faticosissimo lavoro di estrazione dell’acqua. Secchio dopo secchio, al ritmo d’un canto mantrico l’acqua viene trasportata in superficie permettendo a bestie e uomini di dissetarsi per almeno i tre giorni a venire.

Il pozzo è vita.

The Well, Voci d'Acqua dall'Etiopia

Questo rituale di estrazione ha assunto nel corso delle generazioni significati quasi mistico-religiosi, al punto che presso il pozzo è vietata qualsiasi forma di compra-vendita così come sono proibiti i litigi.

L’acqua del pozzo a nessuno viene negata.

Ecco il punto focale del discorso: l’acqua è un bene naturale pubblico e in quanto tale non appartiene a nessuno. Nemmeno il pozzo appartiene a qualcuno. Chi lo scopre viene identificato come lo scopritore e avrà dei privilegi nell’ordine di accesso tra i vari gruppi delle tribù, ma il pozzo non sarà mai suo. Così come il pozzo non è nemmeno del gestore, di colui che fa rispettare queste regole etico-morali che garantiscono di usufruire in maniera equa del bene vitale che lì è custodito.

Il pozzo è di tutti.

Tutti, nessun escluso, tra chi rispetta le regole. Chi cerca di abusare del pozzo quando non è il suo turno di accesso verrà giudicato e condannato come se avesse abusato della moglie di qualcuno.

Purtroppo queste tradizioni secolari ancora fortemente radicate stanno cominciando a diluirsi con gli usi e i costumi della modernità. Dai capo tribù viene incentivata l’istruzione dei figli affinché possano apportare nuove innovazioni per il pozzo, ma questa istruzione inserisce le nuove generazioni in contesti nuovi, moderni, dove l’acqua arriva in pozzi meccanici alimentati dal carburante. Nessuna più fatica a issare e abbassare secchi ma una semplice manopola per far uscire ettolitri d’acqua. L’accesso al pozzo meccanico è dunque regolamentato da un solo elemento: il denaro per potersi permettere il carburante che lo azionerà.

The Well, Voci d'Acqua dall'Etiopia

Ecco dunque che, subdolo, il denaro è entrato a far parte del nuovo modo di ragionare delle più giovani generazioni di una delle tribù più incontaminate dell’Etiopia. Così, gli uomini abbandonano sempre di più i pozzi per andare al mercato a vendere qualche prodotto per poter ricevere del misero denaro in cambio. La corruzione societaria è ormai avviata, e gli anziani delle tribù conoscono bene le conseguenze di tutto ciò: l’abbandono dei pozzi, quindi la distruzione della loro identità etnica.

Niente più pozzo, niente più vita nel deserto.

Questo importantissimo tema poteva essere banalizzato con facilità estrema, e invece i registi sono riusciti sulla base delle loro conoscenze demoetnoantropologiche [Paolo Barberi insegna antropologia culturale all’università La Sapienza di Roma] a portare la macchina da presa in luoghi reconditi, difficili e al contempo entusiasmanti ed emozionanti, facendo parlare soltanto i paesaggi e gli aborigeni. Nessuna parola da chi non appartiene a quei luoghi, da chi non può comprendere a fondo cosa significhi dipendere giorno dopo giorno da cosa la natura offre per la propria sopravvivenza.

Una meraviglia tematica che si riflette in maniera sorprendentemente convincente nell’immagine tramite una fotografia mozzafiato e una macchina da presa che altalena tra una staticità meravigliosamente fotografica e una dinamicità funzionale cinematograficamente da manuale.

Perfetta anche l’interazione tra suoni ambientali e musiche.

The Well, Voci d'Acqua dall'Etiopia

The Well, Voci d’Acqua dall’Etiopia offre 55 minuti di totale immersione in una realtà distantissima da noi non solo geograficamente, al contempo difficile ed estremamente autentica, alla quale dovremmo guardare molto più attentamente per dare il giusto valore a ciò di cui troppo spesso abusiamo senza esserne coscienti.

9

Danilo Cardone

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