Skip to content

Orphan – Jaume Collet-Serra [2009]

20 aprile 2012

La femme 100 têtes

Orphan

Una coppia decide di adottare una bambina in seguito alla perdita di una figlia quando ancora era nel grembo della madre, ma la nuova arrivata in famiglia porta con sé oltre a una bella e gentile apparenza, molti segreti…

Il regista spagnolo Jaume Collet-Serra a quattro anni di distanza dal deludente La Maschera Di Cera, dirige Orphan un thriller-horror dai macabri risvolti, che non esalta ma che al contempo non si fa disprezzare.

La realtà è che regia e narrazione sono assolutamente conformi al livello [spesso più basso] di regia e narrazione di tutti quei filmetti horror che nella maggior parte dei casi non sono altro che remake di ben più convincenti film asiatici, e che infestano sale cinematografiche e videonoleggi da qualche anno a questa parte. Gli esempi si sprecherebbero.

La realtà è però anche che nulla non va in quest’opera, e malgrado sia tutto [tranne qualche sporadico colpo di scena, sufficientemente efficace] prevedibile e già visto, se vi piace il genere non ci sarà motivo per non guardarlo.

Ma ciò che maggiormente convince di quest’opera altrimenti anonima, è la figura di Esther, la bambina adottata interpretata da Isabelle Fuhrman. Soprassedendo sulla sua interpretazione comunque decisamente adeguata, è proprio la sua figura, come viene descritta, abbigliata, ripresa che rimarrà nella nostra memoria. Anacronistica al punto giusto e con quegli smisurati disturbi di personalità che la affliggono, è la perfetta incarnazione di un male subdolo che potrebbe [metaforicamente e non] minare le basi di qualsiasi perfetta famigliola americana.

Nel film infatti va a completare il perfetto quadretto famigliare americano, ovvero due genitori che si amano, che vivono in una villa da sogno con tanto di parco, posseggono una bella macchina e hanno sfornato tre figli [nel caso due, più l’adottata].

Eppure è proprio l’indole demoniaca di Esther a vivacizzare il film e al contempo a distruggere buonismi e utopie di ciò che ancora permane dello stantio american dream.

Senza svelare alcuni interessanti risvolti della trama, è sufficiente annotare come questo film abbia indignato le società e le associazioni pro-adozione di tutto il mondo per comprendere, forse si, la presenza di una certa superficialità nella trama, ma altrettanto quanto questo film costituisca un azzardo al moralismo.

Orphan

Orphan non è Shining, e Collet-Serra non è Kubrick, eppure quei vestitini tardo-ottocenteschi e quel collarino nero hanno un loro fascino tutto particolare, che solo all’interno della cinematografia orrifica contemporanea possono trovare perversi apprezzamenti.

6,5

Danilo Cardone

No comments yet

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: