Skip to content

Cantando Sotto La Pioggia – Stanley Donen e Gene Kelly [1952]

14 aprile 2012

Dancer in the rain

Cantando Sotto La Pioggia

1927. Due grandi star del cinema muto hollywoodiano devono confrontarsi con l’avvento del sonoro.

Riflessione sullo star system dell’epoca, celebrazione dell’avvento del sonoro nonché esaltazione del cinema come arte visiva.

Cantando Sotto La Pioggia, non c’è ombra di dubbio, è un musical. A distanza ravvicinata si susseguono sulla pellicola canzoni e controcanzoni danzate dai personaggi protagonisti. Molti film dell’epoca adottarono questa formula, dunque apparentemente nulla d’insolito.

Senonché i cantanti e ballerini in scena prendono i nomi di Gene Kelly, Donald O’Connor, Debbie Reynolds e Jean Hagen. Quest’ultima danza e canta poco, anche perché la sua parte è proprio quella di “bella statuina” dall’orribile gracidante voce per colpa della quale si seminerà discordia all’interno della troupe cinematografica [nella realtà filmica]. Ma i primi tre nomi sono straordinari. Le loro coreografie sono tutte, dalla prima all’ultima, assolutamente indimenticabili grazie alla leggiadria con le quale vengono eseguite e con quei sorrisi sempre stampati in volto che metterebbero di buon umore anche il più triste degli spettatori.

E poi le canzoni! Riadattate su pre-esistenti o composte appositamente per il film, sono tutte straordinariamente orecchiabili e in sintonia con lo spirito della pellicola. D’altronde non sarà un caso se la canzone più famosa di quest’opera sia Singin’ In The Rain, dove un febbricitante Gene Kelly con il suo nero ombrello compie mirabolanti passi di danza sotto un’incessante pioggia, assicurando alla sequenza il titolo di scena regina di tutta la storia del musical cinematografico.

E poi come dimenticare le comiche gag danzerine di Donald O’Connor! Una simpatia eccezionale unita alle sue doti da ballerino alleggeriscono minuto dopo minuto la visione di questo splendido film.

Cantando Sotto La Pioggia

Ma non è tutto! Se già questo carattere da commedia fruibile da chiunque non fosse abbastanza, ci pensano i due registi Stanley Donen e lo stesso Gene Kelly ad elevare il tono della pellicola con una miriade di trovate registiche innovative e straordinariamente calzanti. La macchina da presa è inusualmente dinamica, ma proprio grazie a questo rifiuto della staticità testimonia visivamente nel migliore dei modi quella cesura tra  vecchio cinema muto e moderno cinema sonoro che sta alla base della pellicola stessa.

La fotografia non fa eccezione e si attesta su livelli esageratamente alti per lo standard di questo genere e, anzi, con la sua caparbia visionarietà rende l’immagine tanto memorabile quanto le coreografie e le musiche. I colori riempiono le scene e  si fondono con le luci cinematografiche e teatrali che di volta in volta mettono in risalto questo o quell’elemento, con un’efficacia straordinaria.

Visionarietà fotografica che si palesa maggiormente nella meravigliosa sequenza dove Gene Kelly illustra al produttore le nuove scena da inserire nel film sonoro in preparazione. Luci, colori, sfondi prospettici che si alternano a scenografie fumettistiche. Davvero fantastico.

All’interno della storia cinematografica, oltretutto, quest’opera si è dimostrata essere fondamentale per molto cinema a venire. Se già dimostra di ben conoscere i precedenti filmici citando molto spesso The Jazz Singer di Alan Crosland, primo film sonoro della storia, uscito proprio nell’anno in cui questo Cantando Sotto La Pioggia è ambientato, ovvero il 1927, è innegabile come un film recentissimo come il pluripremiato The Artist abbia tratto dal film di Donen e Kelly diretta ispirazione, sia nel tema che in alcune coreografie, così come nell’attore protagonista. Jean Dujardin è infatti quasi la copia [molto ben riuscita, tra l’altro] di Gene Kelly.

Tornando qualche anno più indietro ma sempre rimanendo nel cinema degli ultimi anni troviamo il a suo modo inarrivabile Dancer In The Dark di Lars Von Trier del 2000, quello che viene considerato l’antimusical. È lo stesso Von Trier a sottolineare come Singin’ In The Rain sia il suo musical preferito, dunque è facile pensare come possa essere stato questo uno dei riferimenti più chiari nella mente del regista al momento della creazione del suo film.

Cantando Sotto La Pioggia

Cantando Sotto La Pioggia è dunque un film leggero ma tutt’altro che banale, che merita assolutamente d’essere visto.

10

Danilo Cardone

3 commenti leave one →
  1. mellie permalink
    16 aprile 2012 15:25

    L’ho rivisto proprio sabato pomeriggio su raimovie. Spettacolare ogni volta. E poi mette di un buon umore (:

    • 16 aprile 2012 16:08

      E’ vero, c’è una solarità tale da incollare allo schermo 🙂

  2. 17 aprile 2012 09:49

    Impeccabile recensione, sono d’accordissimo!:)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: