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La Guerra Del Fuoco – Jean-Jacques Annaud [1981]

16 marzo 2012

La guerre du fou

La Guerra Del Fuoco

Nella società contemporanea tutto è dato per scontato, soprattutto le fonti di energia.

Nessuno di noi si domanda mai da dove derivi l’elettricità che utilizziamo né tantomeno quanta ce ne sia ancora. Si, per carità, c’è il problema del petrolio, le fonti rinnovabili etc etc… sono problemi sui quali possiamo riflettere ma che in realtà reputiamo come secondari, dal momento in cui anche se ci battiamo per l’una o per l’altra causa non saremo mai noi direttamente ad avere il problema di come generare energia per sostentarci. Pagheremo sempre una bolletta, schiacceremo un interruttore ed ecco che la nostra lampadina prende vita e il nostro fornello scalda la pentola che vi abbiamo messo sopra.

Quella capacità di agire efficacemente, che è poi l’etimologia di ἐνέργεια, per noi è lì. Che sia una o un’altra, è lì.

Bene, ora proviamo a tornare con la mente indietro di ottantamila anni.

Dov’è l’energia? Qual è la nostra capacità di procurarla? E di mantenerla?

Questa fondamentale questione se l’è posta anche J. H. Rosny aîné nel 1909 quando ha scritto il romanzo natural-preistorico-fantascientifico La Guerra Del Fuoco, mentre nel 1981 è saltata in mente anche al regista Jean-Jacques Annaud che cinque anni dopo avrebbe girato il celebre adattamento cinematografico de Il Nome Della Rosa di Umberto Eco, ma che proprio nell’81 mette in scena con ingenti mezzi proprio il romanzo La Guerra Del Fuoco.

La Guerra Del Fuoco

In questa storia un gruppo di neandertaliani possiede il fuoco ma non è in grado di ri-crearlo. Per questa ragione lo custodisce gelosamente al fine di riscaldarsi, cuocere cibi, illuminare, scacciare bestie feroci e per quant’altro il fuoco possa servire, insomma, per sopravvivere. Non sono loro però gli unici ad ambire a possedere la sacra fiamma. Ecco quindi che in seguito a un attacco da parte di un gruppo di homo erectus il fuoco si spegne miseramente in una palude. L’azione si focalizzerà da qui in avanti sui tre protagonisti, ovvero coloro che hanno il compito di trovare altro atra, fuoco. Da qui prende il via l’avventura che comprenderà lupi, mammuth, paure e amori. E infine un gruppo di homo sapiens che, organizzati in un villaggio, il fuoco non si limitano a proteggerlo…

È già dalle musiche dei titoli di testa che si comprende come Annaud punti in alto, a comporre un’opera culturalmente elevata e cinematograficamente innovativa.

Questa pretenziosità è in parte soddisfatta e in parte no. No perché non ci troviamo di fronte a un capolavoro assoluto del cinema, si perché già soltanto la perizia con la quale viene totalmente eliminato il linguaggio conosciuto in favore di uno, una sottospecie di gibberish, a noi totalmente sconosciuto e della primaria preponderanza del linguaggio gestuale, agevola lo spettatore in una totale immersione atavica in un ambiente selvaggio capace di risvegliare i nostri sensi e i nostri istinti primordiali.

La Guerra Del Fuoco

L’intreccio è molto presente e caratterizzante però è inevitabile non relazionarlo, soprattutto nelle prime battute, al capolavoro assoluto 2001: Odissea Nello Spazio di Stanley Kubrick del ’68. Anzi, a ben pensarci è proprio come vedere un capitolo girato ma escluso dal film di Kubrick, non perché sia nello stile registico del maestro newyorkese, ma in quanto narra ciò che potrebbe essere accaduto dopo la venuta del monolite sulla Terra. Dopo il monolite quindi, ma prima, anzi nel mentre, che l’uomo diventi ingegnere, che impari a creare qualcosa di nuovo assemblando e utilizzando ciò che è naturalmente a sua disposizione.

E così, con tanto di musiche palesemente ispirate [copiate?] da 2001, il fuoco trasla il suo significato in vita e in quanto vita è ciò che questi ominidi primitivi preservano e curano prima d’ogni altra cosa. Il fuoco acquista una sacralità tutta materica tramutandosi così in atavica reliquia al contempo vitale e calorosamente apotropaica. La differenza è minima ma sostanziale rispetto al film di Kubrick dove invece il monolite non era oggetto ma meta-oggetto del bramoso irrefrenabile desiderio che passa dall’essere istintivo a mentale, assoggettando le scimmie ad esso e portandole in una tensione crescente a una necessità di possedere non il mero oggetto ma l’inconoscibile Tutto al quale le scimmie stesse si consacrano e verso il quale sono devote. Il monolite è dunque da preservare in quanto divinità, in quanto infonditrice di Sapienza e di discordia, mentre ne La Guerra Del Fuoco non c’è metafisica e non c’è sacralità: c’è soltanto puro istinto di sopravvivenza, ormai già contaminato dalla discordia tra specie e individui.

La Guerra Del Fuoco

Il film di Annaud fa un ragionamento molto interessante sulla Natura e sulle necessità dell’uomo, de-strutturando la società contemporanea e al contempo individuandone le basi già incrinate all’epoca.

Ma tutto ciò ha un significato?

Si e no come tutto il resto, eppure confrontato al discorso eterno dell’evoluzione di ogni cosa esistente, compresa dell’uomo in oltre-uomo nietzschiano presente in 2001: Odissea Nello Spazio, ciò che è presente in La Guerra Del Fuoco appare un po’ come un’appendice proprio del capolavoro kubrickiano, con una sua ragione d’esistere che sarebbe tale anche senza l’esempio del suo predecessore ma che, essendo il primo perpetuamente e inequivocabilmente essente, in realtà finisce per essere quasi un completamento di un discorso filosofico, antropologico, etico e morale ben più ampio nel quale riesce a inserirsi ma non a reggere da e in sé.

A livello tecnico il film è valido ma non esaltante, malgrado le ambientazioni siano azzeccate e i campi lunghi [soprattutto con figure in silhouette] siano degne di nota.

Buoni i costumi e ottime le interpretazioni.

La Guerra Del Fuoco

La Guerra Del Fuoco è un film che focalizza l’attenzione su qualcosa sul quale dovremmo soffermarci molto di più a riflettere e con il quale dovremmo essere molto più frequentemente in empatia.

8

Danilo Cardone

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3 commenti leave one →
  1. elisa permalink
    31 marzo 2012 20:00

    Lavorando nel mercato dell’energia ho subito drizzato le antenne quando ho visto questa recensione… indubbiamente un film interessante… grazie della segnalazione e complimenti per il sito!

    • 5 aprile 2012 11:46

      Grazie mille, Elisa.

      a presto.

  2. bianca permalink
    6 maggio 2013 15:18

    la guerra del fuoco la trovo molto interessante e istruttiva perchè o sempre adorato la storia e la preistoria.

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