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The Descendants – Alexander Payne [2011]

2 dicembre 2011

.29° Torino Film Festival

Non drammatizziamo… è solo questione di corna

The Descendants

Tra i film più attesi al 29° Torino Film Festival c’è sicuramente The Descendants [in uscita in Italia il 24 febbraio 2012], nuovo lungometraggio di Alexander Payne regista di Sideways con Paul Giamatti e dell’acclamato A Proposito Di Schimdt con Jack Nicholson.

Questa volta l’attore scelto da Payne per interpretare il nuovo ruolo da uomo maturo ma mai abbastanza è George Clooney.

La scelta non è infelice, ma nemmeno straordinaria come molta critica statunitense si è approntata a esaltare. Se nelle parti più serene del film la sua naturalezza è perlomeno molto gradevole, nelle fasi più drammatiche risaltano tutti i limiti di un attore non propriamente nato per questo genere di emozioni.

Il film narra la storia di un avvocato che, ereditato un vastissimo appezzamento di terreno nell’ultima zona selvaggia delle Hawaii, si vede costretto a venderlo con la complicità dei suoi cugini anch’essi beneficiari della terra, proprio mentre la moglie sta morendo in seguito a un’incidente nautico.

Di punto di bianco il protagonista si ritrova senza una moglie e con due figlie con le quali non ha mai approfondito i rapporti, oltre a dover gestire in solitaria tutte le faccende domestiche e relative all’importante vendita della quale s’interessa l’intera nazione. Per di più il passato tornerà prepotente con tutti i suoi segreti a tormentargli l’anima…

Payne dimostra di sapere come affrontare il problema.

Le vicende drammatiche sono tragiche ma mai così esasperate da straziare lo spettatore, mentre quelle più leggere sono affrontate con la dovuta cautela, senza dunque eccedere nella superficialità ma concedendo momenti di sincera ilarità.

Durante tutta la visione del film lo spettatore vive in un clima di malinconica serenità che è propria di quella faccia ricca e vacanziera che costituisce la fama delle meravigliose isole Hawaii.

Eppure nulla è lasciato al caso e la storia lineare e dal ritmo non troppo accelerato scorre senza difficoltà, permettendo di scrutare e indagare a sufficienza ciò che passa nella mente e nel cuore del protagonista.

Non c’è azione e la tensione è legata alla conoscenza di alcuni dettagli della vita segreta della moglie morente, e ciò è quanto basta a renderci partecipi alle vicende e a lasciarsi cullare da strepitosi paesaggi colmi di verdi alberi che si affacciano su un mare da sogno.

Tutto il rapporto con le nuove e inaspettate difficoltà della vita del nostro avvocato costituiscono uno splendido romanzo di formazione per adulti dal quale è difficile dissentire.

Purtroppo la produzione americana si fa sentire, sia nella scelta del cast che nella sceneggiatura che nel finale.

The Descendants

Ma forse ciò ha poca importanza. Il cinema che ragiona sul suo stato d’essere, difficilmente arriva da oltreoceano. A deliziare lo spettatore ci pensano i paesaggi e le serenissime musiche hawaiane, e già solo questo può valere il prezzo del biglietto.

7,5

Danilo Cardone

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