Skip to content

Intro – Brandon Cahoon [2011]

2 dicembre 2011

.29° Torino Film Festival

…like a rolling stone!

Intro

In concorso per il premio come miglior documentario internazionale al 29° Torino Film Festival, Intro segue alcuni momenti delle giornate on the road del musicista folk David Williams e della sua seconda voce Jeremi Hanson.

La macchina da presa segue da vicino il protagonista lungo le sue soste nelle città e nei paesi americani, quasi fosse un fedele compagno di viaggio in grado di entrare nell’intimità di David.

Lo sguardo che il regista Brandon Cahoon sceglie di adottare è quello sereno-malinconico di chi vive alla giornata e continua imperterrito a proporre la propria arte malgrado non sia da tutti recepita. Dai piccoli locali dove il vociare della gente copre la voce e la chitarra di David al frenetico ingresso della metropolitana dove centinaia di persone passano davanti al cantante senza rivolgergli il minimo sguardo.

È una vita dura, di sacrifici e poche soddisfazioni quella di David Williams. Lui però, chitarrista e cantante con una particolare predilezione per la natura e la vita immersa in essa, non si scoraggia e per tutta la durata del film si concede allo spettatore tramite le sue performance, cantando e suonando quasi senza sosta.

La parola è totalmente esclusa da quest’opera. Totalmente. Parlano i versi che David compone.

Se da un lato questo dovrebbe allietare lo spettatore, dall’altro lo atterrisce.

La malinconica musica del nostro cantautore è molto gradevole e i pezzi strumentali ci accompagnano senza difficoltà nel viaggio. Il problema è quando David inizia a cantare. Non che non sia bravo, ma il suo stile un po’ strascicato, che allunga le vocali finali verso l’infinito e oltre alla lunga irrita, anche a ragion veduta del fatto che ripete più volte le stesse canzoni durante l’arco del film e, cosa più importante, stona spesso e volentieri.

Noi non siamo di certo qui a reclamare la perfezione nell’esibizioni, però, tra una cosa e l’altra, un’ora e venti così un po’ si fa sentire.

In aggiunta bisogna evidenziare la superficialità dei suoi testi, che oltre a non essere mai in rima o in assonanza [riducendo quindi l’impatto estetico formale del suono] parlano di banalità evidenti agli occhi di tutti, malgrado lui le interpreti in maniera molto sentita e appassionata.

Soggetto, comunque gradevole, a parte, ci troviamo di fronte a un’opera che sta a metà tra il road movie e il documentario, che perfettamente riesce a rendere l’autenticità del vivere quotidiano del protagonista.

Ciò che stupisce maggiormente è l’ottimo colpo d’occhio di Cahoon, la sua acutissima capacità di costruire le scene. Al regista non servono grandi cose per riuscire a creare delle inquadrature sincere ed estremamente efficaci, che sanno evocare molto grazie alla loro estetica semplicità.

Unico appunto alla messinscena va fatto per le marche di alcuni prodotti commerciali, mai celate e sempre bene in evidenza. Che sia il macbook della Apple, una macchina fotografica reflex della Canon o la celebre chitarra Hummingbird della Gibson suonata in passato da chitarristi come Jimmy Page, John McLaughlin e Sheryl Crow, il marchio si trova sempre davanti alla macchina da presa.

Intro

Intro è un film finemente diretto che però non sa entusiasmare quanto vorrebbe.

6

Danilo Cardone

No comments yet

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: