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Terri – Azazel Jacobs [2011]

29 novembre 2011

.29° Torino Film Festival

A good-hearted man

Terri

Terri è un ragazzo decisamente sovrappeso. Abbandonato dai genitori, abita con lo zio gravemente malato e per questo totalmente non autosufficiente. Terri sarebbe un ragazzo normale se soltanto i casi della vita non lo portassero a sfiorare la depressione. Per andare a scuola indossa un pigiama e nel tempo libero dà la caccia ai topi per osservare gli uccelli rapaci che ne vengono a prendere i corpi esanimi.

Chi si cura, dunque, del Terri ragazzo generoso e altruista?

E’ il preside della sua scuola ad assumersi questo complicato compito d’interpretare contemporaneamente il ruolo istituzionale, quello di psicologo, di genitore e anche di amico.

Il film, a differenza delle premesse, è molto scorrevole e assolutamente non pesante. Terri è opera di estrema delicatezza e di onnipresente malinconia. Non è proprio un film sulla speranza, non è nemmeno troppo ottimista. Terri è un film sulla incontrovertibile realtà, sull’impossibilità di deviare il corso degli eventi ma sulla concreta possibilità di osservarli da un altro punto di vista.

Il protagonista è il giovane Jacob Wysocki, ragazzo dolce e amorevole ma al contempo pieno di paure e tristezza, vittima della profonda apatia indotta che le condizioni societarie gli impongono. E’ lui che lo spettatore segue passo dopo passo, entrando nelle sue abitudine e nel suo modo di vedere il mondo.

È la compassione che rapisce lo spettatore così come ha rapito il preside della scuola.

D’altronde chi non si è mai sentito escluso da qualcosa, soprattutto in età infantile e/o adolescenziale? E chi non ha mai sofferto qualche pena psicologica per qualche imperfezione fisica? La maggior parte sono sicuro di si, è normale nel processo formativo psicologico e fisico di un individuo. Ecco forse perché la solitudine del “grande” Terri è così vicina a noi.

Terri

Per rendere ciò il regista Azazel Jacobs utilizza uno stile ormai immediatamente contraddistintivo del cinema “indie” americano. C’è chi lo considera un po’ sorpassato, quasi fuori moda. In realtà quando ben realizzato dona un tocco particolare alle opere, le alleggerisce da ogni dramma in favore di una serenità narrativa che può permettersi nostalgie e malinconie senza per questo dover annoiare lo spettatore e senza escludere riflessioni che penetrino la patina superficiale dei soggetti.

Terri non è soltanto una commedia dal retrogusto amaro, non è soltanto un’ironica fotografia di una condizione di disagio, ma Terri è anche un film che affonda pesantemente il colpo dal punto di vista psicologico. Il malessere del protagonista è soltanto lo spunto sul quale possiamo approfondire il rapporto cortese e abitudinario con lo zio, oppure quello imbarazzato e volutamente sfrangiato con la bionda compagna di classe Heather e ancora quello con l’amico Chad.

Tutte le assenze della vita di Terri affiorano durante lo scorrere della pellicola e di ognuna di esse ce ne facciamo volentieri carico per comprendere meglio lui, per migliorare noi stessi.

È anche questo aspetto a muovere emotivamente il preside verso Terri.

Meravigliosa è la figura adulta che si affianca al ragazzo. L’attore che lo impersona è il sempre più convincente John C. Reilly che dopo anni passati in film di discreto valore, si sta cimentando più assiduamente con un cinema più defilato rispetto alle produzioni multimilionarie hollywoodiane, dedicandosi anche a film allettanti ma non per questo banali come il recente Carnage di Polanski.

Insomma, è ormai attore di bravura consolidata che è quasi una garanzia sulla scelta dei film. Nel caso in particolare pochi altri avrebbero potuto interpretare meglio il ruolo del maturo preside in grado di lanciare sguardi profondi tramite espressioni quasi da infante.

A completare il film si aggiungono una colonna sonora davvero morbida, al contempo serena e malinconica, e una fotografia funzionale.

Non da meno è la sceneggiatura, anzi, è probabilmente questo uno dei punti di forza di quest’opera. Solida, costante, schietta e acuta, risulta quasi incredibile da pensare prodotta negli States.

Terri

Terri è un film piacevole da osservare che non ci risparmierà qualche riflessione su noi stessi e sul senso del vivere. Quel che ci vuole, ogni tanto.

8,5

Danilo Cardone

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4 commenti leave one →
  1. 29 novembre 2011 10:22

    lo vedrò stasera… mi ispirava. e mi ispira ancora di più dopo aver letto le tue impressioni! 😉

    • 30 novembre 2011 16:25

      Alla fine sei riuscita a vederlo? Che ne pensi? 🙂

      • 30 novembre 2011 17:42

        Certo che ci sono riuscita. Lo immaginavo più pessimista, invece…

      • 1 dicembre 2011 01:07

        Beh, siamo comunque nell’ambito della commedia americana. Però a me non ha dato tante speranze. Sono uscito dalla sala abbastanza depresso.

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