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Harvey – Henry Koster [1950]

1 settembre 2011

The milky way

Harvey

Harvey è il migliore amico di Elwood. Elwood è un giovane un po’ stralunato. Harvey è un coniglio gigante invisibile.

Impostato come una commedia alla Frank Capra, questo film appare ai nostri occhi un po’ troppo datato per poter essere apprezzato appieno ai giorni nostri.

Malgrado le ricostruzioni estremamente dettagliate degli ambienti lo spettatore non può più rimanere così eccessivamente colpito per un’ora e mezza da un uomo che parla con il suo amico immaginario. I personaggi sono molto ben caratterizzati, quasi fumettistici, ma ciò non basta.

Succede troppo poco durante il film. E se l’inizio fa ancora sollevare le labbra in un sorriso, la parte centrale scivola nella messinscena di una storia che nasce come pièce teatrale e che rimane troppo chiusa in sé stessa.

Ciò che appassiona lo spettatore rimane comunque la figura di Elwood, un James Stewart che man mano che passano i minuti sa come conquistare sempre più i consensi dello spettatore, grazie a un’ingenua ed elegante bonarietà che ispira tenerezza.

Lo strampalato Elwood si definisce sempre più, scena dopo scena, come l’anomalia societaria che viene schivata da tutti per il solo fatto d’essere un caso particolare che non rientra in quella che gli altri chiamano normalità.

Eppure l’unico sereno e felice ai limiti dell’assurdo è proprio lui!

Harvey è un film che nel ’50 poteva sicuramente divertire facendo riflettere, ma che oggi riesce a regalarci principalmente qualche stralcio di sceneggiatura di notevole livello e un James Stewart memorabile.

6

Danilo Cardone

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9 commenti leave one →
  1. 1 settembre 2011 16:27

    A me piacque tantissimo, la sceneggiatura è appunto di notevole livello come dici tu, ma a differenza tua sono rimasto molto colpito dal film!Mette davvero di buon umore!

    • 1 settembre 2011 16:56

      Molto bene, dunque 🙂

      Io con James Stewart ho preferito La Vita E’ Meravigliosa di Frank Capra.
      ^_-

  2. 21 ottobre 2011 19:48

    E’ stato il mio imprinting cinematografico, l’educazione alla diversità, l’essere “fuori dal coro” come un amabile atto di forza che ritengo ancora attualissimo.
    Lo rivedo spesso e lo regalo a chi non l’ha mai visto (!!) E faccio sempre attenzione se m’imbatto di notte in qualcuno, appoggiato ad un lampione che, guarda caso, conosce il mio nome.
    Gli amici immaginari come Harvey o il Mickey Mickeranno di Salinger non risentiranno mai del passare del tempo, ma qui, giustamente, si giudicano i film, non i sogni. :-))

    • 21 ottobre 2011 20:55

      Bravissima! Ciò che hai scritto mi garba molto!

      ..e piace molto anche al mio nuovo amico, coniglio gigante !

  3. 21 ottobre 2011 21:49

    “mi garba” è un toscanismo. Un omaggio? perché la tua natura sembra più nordica, quasi torinese… Come si chiama il tuo Pooka?

    • 22 ottobre 2011 01:10

      Il mio Pooka si chiama F.L. .

      [felice tu abbia apprezzato la sottile dedica linguistica.]

  4. 22 ottobre 2011 12:25

    oh guarda! le coincidenze….

  5. 31 dicembre 2011 01:07

    Cosa posso augurarti per il nuovo anno? Che tu possa incontrare il tuo Pooka o vedere un film così bello da lasciarti senza parole. Un abbraccio, Danilo, e grazie.

    • 31 dicembre 2011 02:59

      I migliori auguri giungono a me, e tali li ricambio con sincerità.
      Un abbraccio anche a te, F.L.

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