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Gli Uccelli – Alfred Hitchcock [1963]

27 giugno 2011

Psycho killer

Gli Uccelli

Se vi piace l’Hitchcock classico, quello dei diabolici delitti nei quali il più delle volte la parte avvincente non è scoprire chi sia l’assassino ma come farà a non farsi beccare, oppure se vi piace l’Hitchcock macabro dei telefilm, allora con ogni probabilità non apprezzerete Gli Uccelli.

Non che sia un brutto film in senso assoluto, però la parte hitchcockiana è rilegata alla forma, mentre la narrazione e le tematiche affrontate, pur affondando direttamente le radici in opere come Psyco, divagano verso lidi solitamente lontani rispetto alle acque abitualmente solcate dal maestro britannico.

La storia è quella di una donna che va in un piccolo paesino un po’ per gioco un po’ per caso, e finirà con l’approfondire la conoscenza di vari abitanti. In questa sua breve permanenza però, tutto il paese sarà tenuto sotto attacco da vari stormi di uccelli…

La storia è lasciata aperta alle molteplici interpretazioni e questo gioca sia a favore che a sfavore del film.

Se infatti questo ci permette di discutere sui vari significati del film, la conclusione non univoca della narrazione indebolisce ancora di più l’aspetto psicologico dei personaggi.

Le scelte effettuate da questi ultimi sono spesso discutibili e a volte paiono un po’ forzate quindi non sarà così facile per lo spettatore immedesimarsi nei protagonisti. Oltretutto le tematiche più sottili dei rapporti interpersonali come ad esempio l’assenza da una parte e l’onnipresenza dall’altra della figura della madre, sono avviate ma non sostenute, lasciando quindi la definizione psicologica dei personaggi ad uno stato di una sorta di non-finito michelangiolesco.

Malgrado ciò, molte sono le analogie di forma con l’estremamente psicologico Psyco, film direttamente predecessore de Gli Uccelli.

La caratterizzazione della scuola è molto simile a quella della casa di Psyco, la donna che fugge dalla città per ritrovarsi immischiata in incidenti inaspettati, il tema della madre che condiziona l’operare del figlio… sono alcuni esempi, che potremmo identificare come l’impronta del regista.

E, come sempre accade con Hitchcock, la parte registica non può deludere.

Se i trucchi e i costumi lasciano un po’ a desiderare, così come le prove degli attori, scene come quella dell’arrivo degli uccelli nel giardino della scuola, sono da antologia. A ciò si aggiunga un montaggio davvero valido in alcuni frangenti come quello della scena del benzinaio.

Eppure in quest’inusuale opera tarda della filmografia hitchcockiana c’è qualcosa di veramente interessante.

Gli Uccelli

Purtroppo la noia è una componente con la quale bisogna confrontarsi più volte nell’arco dei 120 minuti del film, ma oltrepassata la prima parte fatta di semplice interazione fra i personaggi si giungerà a un crescendo di tensione che più che inquietare lo spettatore per la presenza degli uccelli, lo “sconvolgerà” per la tematica che sta alla base del film.

Anticipavo all’inizio del carattere non da film classico di Hitchcock, in quanto non ci troviamo di fronte a un lungometraggio che potremmo definire thriller, bensì a un ibrido che da un lato strizza l’occhio alla fantascienza e dall’altro all’horror.

L’horror non è ovviamente palesato con la rappresentazione di efferati omicidi, non sarebbe nello stile educato del regista, eppure il sangue non è escluso copioso dalla scena, nemmeno quando ci troviamo di fronte a piccole ferite. Inoltre la scena della protagonista che, pila alla mano, sale le scale per entrare nella stanza [mai vista prima, tra l’altro] al piano superiore dell’edificio, pare uscita da un Non Aprite Quella Porta o qualcosa di simile.

E la fantascienza?

La ragione per la quale gli uccelli attacchino e uccidano le persone non è rivelata né all’inizio né alla fine del film, purtuttavia l’allucinante scena finale dove si vedono uccelli in ogni punto del panorama lascerebbe pensare a una condizione di inspiegata ribellione dei volatili nei confronti dell’uomo, oppure a una necessità insita negli uccelli stessi di dominare le altre specie viventi.

E’ uno scenario apocalittico difficile da immaginare, ma non per questo improbabile. A un certo punto del film viene data una stima del numero complessivo degli uccelli nel mondo che supera di decine di volte quella del numero di uomini. Se quindi gli uccelli o una qualsiasi altra razza animale un giorno, dal nulla, decidessero consciamente o meno di prendere il predominio sulle altre specie?

Stephen King anni dopo scriverà il bellissimo racconto The Fog, tipicamente horror nello stile dello scrittore e al contempo pienamente fantascientifico nella narrazione. Le storie sono molto simili e non fatico a pensare che King possa aver preso come spunto la storia rappresentata da Hitchcock.

Gli Uccelli

Ne Gli Uccelli troviamo quindi un Hitchcock meno efficace del solito nello stimolare lo spettatore a seguire le vicende dei protagonisti e forse fin troppo interessato a una forma che non risulta comunque più fresca e innovativa come nei suoi lavori precedenti. Eppure qualcosa questo lungometraggio, a pensarci bene, lascia. Forse il timore che possa succedere davvero.

7

8 commenti leave one →
  1. 28 giugno 2011 08:33

    Per comprendere meglio consiglio di leggere il racconto dal quale è tratto la trama del film, “Gli uccelli”, della britannica Daphne du Maurier.
    Scrittice, a quanto pare, molto apprezza dal registra (oltre che dalla sottoscritta), infatti sono tratti dagli omonini romanzi della du Maurier anche i film “La taverna della Giamaica” (1939) e “Rebecca, la prima moglie” (1940).
    In “Gli uccelli”, sia nel racconto che nel film, credo sia l’idea centrale quella che conti (più della descrizione dei personaggi), cioè l’attacco da parte degli uccelli contro gli uomini. Anche la du Maurier lascia la storia aperta a molteplici interpretazioni, e risvolti…
    Bel film. Personalmente gli darei un mezzo punto in più😉

    • 29 giugno 2011 13:49

      Grazie per il commento, anche in relazione ai romanzi della du Maurier della quale conoscevo l’esistenza senza però aver mai letto alcun suo scritto.
      Rebecca La Prima Moglie è tra l’altro uno dei film più validi, a mio avviso, dell’intera filmgorafia di Hitchcock. L’hai visto?🙂

      • 29 giugno 2011 16:35

        Certo che sì!😉

  2. 28 giugno 2011 12:51

    Ottimo commento, come quasi sempre d’altra parte.
    Unica osservazione: di solito ad una recensione portata avanti con tante rilevazioni tipo scelte discutibili o forzate, piuttosto ché le ripetizioni rispetto a Psyco o i costumi che lasciano a desiderare, arrivi a dare un 6 e mezzo stiracchiato.
    Il fatto che alla fine tu conceda un 7, potrebbe voler dire che sir Alfred è nuovamente riuscito nell’intento di incutere paura, poco importa se a chi guarda o a chi ne discute.

    Detto questo,il film merita almeno due visioni (per me anche di più).
    La prima per seguire le vicende di Tippi Hedren, la seconda per seguire le vicende degli uccelli, dalla terza in poi per chi volesse approfondire…

    • 29 giugno 2011 13:54

      Guarda, il voto è solamente indicativo. Fra 6 e mezzo e 7 cambia poco, a mio avviso.

      A me personalmente non ha messo alcun tipo di paura, però ho apprezzato alcune scelte registiche e di montaggio, nonché le [non] motivazioni che portano gli uccelli ad agire così.

      Mi piacciono i diversi punti di vista che suggerisci da associare a ciascuna visione.
      ^_-

  3. Paolo permalink
    28 ottobre 2011 10:29

    sette a gli uccelli???
    e poi soprattutto gli uccelli un film fanta-horror!!!???!!!
    gli uccelli è una delle più lucide e sgomente riflessioni del ‘900 (non solo cinematografico) sulla condizione umana e sul senso di angoscia che ne deriva, altro che “potrebbe succedere davvero”!
    e magari 2001 odissea nello spazio è la storia di un viaggio verso giove che finisce male….

    • 28 ottobre 2011 10:49

      Perché secondo te è una “lucida e sgomenta riflessione sulla condizione umana”?

      Secondo me è paragonabile a un horror contemporaneo ante litteram nella forma, e malgrado abbia un finale rapportabile a quello recentemente visto al cinema con Melancholia, non è un film così incisivo nei confronti dello spettatore.

      La regia è ottima ma a mio avviso non c’è la classica suspense hitchcockiana a permeare l’intera opera.
      Insomma, un bel film, ma non quanto i grandi capolavori del regista.

    • 28 ottobre 2011 10:51

      Ah, non colgo il riferimento al meta-film 2001: Odissea Nello Spazio. Sono due registri totalmente differenti. Nel capolavoro kubrickiano siamo in un cinema esperienziale, filosofico, di trascesa. Ne Gli Uccelli credo non ci sia nulla di tutto ciò.

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