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The Uninvited – Charles e Thomas Guard [2009]

16 giugno 2011

Brain Damage

The Uninvited

Remake americano del predecessore [produzione coreana] Two Sisters, The Uninvited è il classico prodotto per ragazzi. Tranne per l’eccellente colpo di scena finale.

Ciò che dà fastidio di questo tipo di film è il fatto di essere dei rifacimenti. Il remake non è di per sé deplorevole. Un film ri-girato a distanza di molti anni può essere aggiornato perlomeno alle nuove tecniche cinematografiche garantendo magari una più forte valenza espressiva dell’immagine. In questo caso però ci troviamo di fronte a un’azione di mercato che sempre più prende piede in quel di Hollywood dove, probabilmente per carenza di idee, si [ri]mettono in scena opere già portate sul grande schermo in Asia o in Europa [si guardi l’ottimo Lasciami Entrare di Tomas Alfredson del 2008].

Cosa c’è che non va negli originali?

La domanda è lecita, se non doverosa! Film che hanno già riscosso un buon successo di pubblico e critica oltreoceano potrebbero tranquillamente essere importati e distribuiti anche negli States. E invece no.

Io credo a Hollywood temano tremendamente di perdere il primato mondiale sul cinema per le masse, soprattutto nel genere horror. Quasi tutte le produzioni di questo genere degli ultimi 20 anni uscite nei cinema sono americane, con rare eccezioni. Immagino per loro sia quasi vitale produrre un remake, talvolta copiandolo passo passo dall’originale.

Purtroppo quest’operazione di copiatura non riesce mai a raggiungere l’originalità e la qualità dell’originale.

In The Uninvited non c’è quasi nulla di buono durante il 95% del film.

Tutto è scontato e banale e rientra nei classicissimi cliché dell’horror.

Il ritmo è presente ma ogni azione è largamente prevedibile dallo spettatore. I momenti di tensione sono talmente telefonati che nemmeno ci rendiamo conto d’averli passati. Le musiche e i movimenti di macchina anticipano tutto e non ci sarà sorpresa alcuna nel vedere la faccia di un personaggio morto anni prima sbucare dal buio di un armadio.

Sono ridicolizzati e estremamente inconsistenti anche i fuori campo d’impronta, come quando qualcuno cammina in controluce davanti a una porta socchiusa e noi vediamo la sua ombra che passa da sinistra verso destra, generando nella protagonista una terribile ansia e nello spettatore un sentito sbadiglio.

E nel confronto con l’originale [ma non solo nel paragone] persino gli attori sono insipidi. Le facce sono quelle classiche delle serie tv americane. Insomma, forse la protagonista piacerà ai ragazzini, però sarebbe interessante vedere qualcuno interpretare un ruolo, invece che limitarsi a mettere la faccia..

Non vorrei quasi parlare della fotografia imbarazzantemente irreale e della sceneggiatura che credo non sia nemmeno mai stata scritta, bensì presa in prestito da qualche altro film horror di serie b.

«Anna? Non voglio farti del male!» dice un personaggio a un altro mentre sta palesemente cercando di ucciderlo. Tanto per darvi un’idea degli strabilianti dialoghi che ci si trova di fronte guardando questo film.

The Uninvited

Alla fine però c’è quel colpo di scena che, seppur già visto altrove con simili fini, arriva inaspettato e strappa un sorriso allo spettatore.

Non importa poi che nella storia tutto torni o che fino a quel momento il film era di basso profilo. In fondo, chi è che non ha mai sognato di abitare in una villa a due piani in riva al mare oppure di avere una ragazza come la bionda fidanzata del padre delle due sorelle?

5

Danilo Cardone

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