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Countdown To Zero – Lucy Walker [2010]

5 giugno 2011

.14° Cinemambiente Film Festival

Come imparai a preoccuparmi e a odiare la bomba

Countdown To Zero

La regista Lucy Walker dopo aver aperto il 14° Cinemambiente Environmental Film Festival con il suo formidabile Waste Land, presenta fuori concorso in anteprima italiana il delicato Countdown To Zero, documentario quanto mai attuale sulla questione del nucleare bellico.

A dispetto dei non troppi applausi che gli sono stati riservati a fine proiezione, Countdown To Zero è un lungometraggio d’estremo interesse.

Affrontare un tema già sviscerato centinaia e centinaia di volte non solo dai documentari ma persino dai telegiornali e dai programmi d’approfondimento, non è facile, eppure la Walker riesce a trovare un connubio perfetto di contenuti e forma.

A differenza della maggior parte dei documentari questo film vanta una cura davvero esemplare per la parte visiva, per l’immagine, composta da interviste ma anche da animazioni digitali, panorami e altre inquadrature davvero interessanti inserite in un contesto di costante allerta per lo spettatore grazie a un ottimo montaggio e a un sostegno sonoro di altissimo livello. Il ritmo non cala mai, quindi, un po’ per la bellezza dell’immagine e un po’ per i rumori e i suoni originali che compongono la colonna sonora, impreziosita oltretutto da un bellissimo brano dei Radiohead e da The Fixer dei Pearl Jam che accompagna i titoli di coda.

Persino le interviste non sono rese in maniera banale in questo documentario. Parlano Gorbaciov, Carter, Tony Blair, eppure sono pochi i minuti a loro dedicati. Sicuramente non di più di quelli che vengono destinati agli scienziati o a ex agenti militari che molto sanno sul tema trattato. Inoltre c’è tutta una serie di interviste fatte per la strada a ragazzi, anziani e a una trentina di altre comunissime persone che grazie alla loro ingenua spontaneità [che è quella che abbiamo tutti quanti quando intervistati] sono il vero termometro di angosce, paure e indifferenze del cittadino medio occidentale su questo tema.

« Ogni uomo vive con una spada di Damocle nucleare sulla testa, appesa ai più esili fili che possono essere recisi in ogni momento per caso, per errore o per follia. Le armi della guerra devono essere soppresse prima che esse sopprimano noi. »

Sono le parole pronunciate in un discorso pubblico da John Fitzgerald Kennedy che ritornano quasi ossessivamente sullo schermo durante il film. Caso, errore e follia, ecco i tre veri temi affrontati dalla Walker in relazione alla armi nucleari presenti nel mondo.

Countdown To Zero

Comprare uranio arricchito, fondamentale per la costruzione di un ordigno nucleare, è quasi un gioco da ragazzi nei paesi dell’ex Unione Sovietica, e come se non bastasse farlo entrare negli Stati Uniti o in qualsiasi altro luogo lo è ancora di più! L’uranio infatti, se inserito in un contenitore di piombo non è rilevabile dalle apparecchiature che registrano le variazioni di radioattività nell’ambiente.

Già solo con queste due premesse quante probabilità esistono che la diffusione di queste tecnologie belliche si arrestino? Molto poche.

Se negli anni ’60 c’erano 60mila armi nucleari nel mondo, nel 1985 la cifra era già dimezzata, ma da allora si è stabilizzata su quei valori, con l’aggravante che sono aumentati i paesi che le possiedono.

Sebbene il 96% di queste armi siano ancora in mano degli Usa e della Russia, sempre maggiore è la brama di stati considerati fino a pochi anni fa “minori” di possedere anche loro la propria testata nucleare. Come deterrente per le altre nazioni? Per usarle realmente in qualche attacco? Le ragioni sono molte, ma se nel ’45 solamente gli Usa possedevano la bomba atomica, nel ’49 l’ebbe anche la Russia, nel ’52 la Gran Bretagna, nel ’60 la Francia, nel ’64 la Cina, nel ’67 Israele, nel ’74 l’India, nel ’90 il Pakistan e nel 2006 la Corea del Nord. Ora, nel 2011 è stato ormai confermato da più fonti che l’Iran si stia armando in questo senso e se così fosse anche gli stati limitrofi come Egitto e Sudan andrebbero in questa direzione in via cautelativa.

Insomma, saranno anche diminuite le testate ma sono aumentati i paesi che le posseggono e questo è ben più temibile.

Come rimarcano molti degl’illustri intervistati, fin quando esisterà anche una sola testata nucleare, il rischio che questa prima o poi verrà attivata è pressoché certo.

D’altronde molti sono stati i casi nel corso degli anni nei quali si è rischiato di incappare in una guerra mondiale nucleare per colpa delle più banali casualità: un chip guasto che segnalò l’avvenuto attacco missilistico da parte della Russia, un funzionario russo che nel ‘95 si scordò di segnalare ai superiori la presenza di missili scientifici americani in acque russe e che rischiò di attivare il contrattacco nucleare russo. Ci fu persino uno stormo di uccelli che fece scattare la procedura d’attivazione missilistica poi, fortunatamente, revocata.

Dalla sua prima presentazione al festival di Cannes del 2010, Countdown To Zero ha ricevuto moltissimi consensi e persino qualche dissenso in relazione al suo catastrofismo che vede come unica soluzione possibile l’eliminazione di tutte le armi nucleari al mondo.

Non commento, ma vi porgo una domanda: voi vi sentireste più sicuri con o senza la presenza di anche solo un ordigno nucleare pronto a scattare in qualsiasi parte del globo terrestre?

Basti pensare che una bomba atomica grande come un pompelmo sarebbe in grado di radere completamente al suolo mezza New York…

A mio avviso questo documentario non è catastrofistico bensì allarmistico, con il merito di risvegliare in ognuno di noi quel senso di appartenenza alla Terra e a ciò che ci circonda che porta a un immediato rifiuto di qualsiasi [superflua] arma, soprattutto se di quest’entità.

Countdown To Zero

Countdown To Zero uscirà il prossimo 24 giugno in Gran Bretagna, ma in Italia il 12 e 13 giugno si voterà un referendum che fra le questioni in causa proporrà al cittadino la scelta se essere favorevoli o meno alla produzione di energia nucleare nel nostro paese. Lucy Walker saprebbe cosa votare…

8,5

Danilo Cardone

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