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Occhi Senza Volto – Georges Franju [1960]

2 giugno 2011

Merci pour la bonne espérance

Occhi Senza Volto

Considerato da molti come un caposaldo del genere horror, Occhi Senza Volto è un film che ha segnato un’epoca ma che oggi appare come troppo sorpassato.

Le ragioni risiedono tutte nel suo punto di forza: è un film che è riuscito a diventare archetipo per chi ha dovuto affrontare simili tematiche negli anni a venire.

La storia narra le vicende legate a un trapianto di volto che un avveniristico chirurgo si ostina a eseguire per salvare la figlia da un’altrimenti certa vita nella vergogna.

Ad aiutare l’insolito dottore è una tetra Alida Valli, che va così a formare un duo del male disposto a tutto pur di ottenere i risultati prefissati.

A concludere il terzetto dei protagonisti è la giovane ragazza senza volto, depressa cronica disillusa dalla vita, che nel suo etereo incedere non fa altro che rinnegare apaticamente quello che oggi qualcuno potrebbe definire un “accanimento terapeutico” nei suoi confronti.

Il trucco a lei riservato è davvero degno di nota per l’epoca nella quale è stato ideato e non è difficile riscontrare echi di quella cèrea inespressiva maschera ancora nelle produzioni horror degli ultimissimi anni.

Occhi Senza Volto

Quel che a mio avviso penalizza l’opera guardandola oggi, è la sua prevedibilità. Ogni passaggio narrativo è ormai visto troppe volte e non riesce più a creare suspense nello spettatore.

Ciò che ancora oggi colpisce è sicuramente la scena della rimozione del viso alla povera malcapitata, ripresa come se fossimo anche noi presenti nella sala operatoria e stessimo attentamente osservando l’operare del chirurgo. La crudezza dell’immagine è fittizia ma di estremo impatto anche per noi, spettatori abituati a vedere sul grande schermo violenze ben più inenarrabili.

Aldilà di questo però il coinvolgimento non sarà assente, ma neanche estremo.

Per uno spettatore del 1960 l’ambiguità psicologica dei protagonisti sarà anche potuta sembrare spiazzante, ma per il nostro occhio smaliziato sotto questo punto di vista, saranno molti i passaggi della trama a farci sorridere per la loro ingenuità. E’ soprattutto la polizia a farne le spese, ad esempio credendo ciecamente ai colpevoli sulla parola dopo una brevissima chiacchierata oppure inviando una spia nella tana del nemico, salvo poi abbandonarla al suo incerto destino.

Occhi Senza Volto

Occhi Senza Volto è sicuramente un film di fantascienza, nel vero senso della parola: fanta-scienza, una scienza fantastica, che non esiste ancora oggi a 51 anni di distanza, se non tramite i primissimi tentativi su casi disperati.

A bene osservare la stessa idea di basare una storia fantascientifica sul trapianto del volto è venuta [oltre a John Woo in Face/Off anni e anni dopo] a un certo Rod Serling che non è altri se non l’ideatore di tutti gli episodi delle serie classiche della straordinaria serie tv Ai Confini Della Realtà. E’ proprio del 1960 l’episodio The Eye Of The Beholder [in italiano: E’ Bello Ciò Che Piace] nel quale a una giovane fanciulla apparentemente sfigurata viene eseguito con relativo insuccesso un trapianto di volto.

Chi ha avuto per primo l’idea? Forse Franju perché si basa su una storia di un certo Jean Redon. Poco importa, sicuramente il lungometraggio del francese surclassa il mediometraggio televisivo di Serling nella forma.

Se nell’episodio de Ai Confini Della Realtà la parte registica è più funzionale alla storia che non il contrario, nel film in esame abbiamo una discreta attenzione alla definizione d’immagine di personaggi ed ambienti, anche grazie a una fotografia curata ma non esaltante come qualcuno dichiara.

Un buon bianco e nero si presta alla narrazione, ma a questa data abbiamo già visto molti esempi decisamente più convincenti da un punto di vista espressivo. Senza chiamare in causa i capolavori propri dell’espressionismo tedesco degli anni ’20, basterebbe citare il tutt’altro che disprezzabile Il Bacio Della Pantera di Jacques Tourneur distribuito nel 1942. La scena nella quale l’ansimante protagonista sul lettino dello psicologo, illuminata solamente da un cerchio di luce sul viso, pare affogare nel buio è qualcosa di davvero angosciante, così come l’inseguimento notturno fra le due donne del film rappresentato sullo schermo a suon di colpi di tacco sul marciapiede ha una componente misteriosa che malgrado sia psicologicamente meno marcata di quanto possa esserlo la rappresentazione della povera sfigurata di Occhi Senza Volto, fornisce allo spettatore una carica d’inquietudine difficile da rifiutare.

Componente psicologica che a causa della consapevolezza in partenza dello spettatore di chi siano i buoni e chi i cattivi, perde efficacia e lascia il film separato da una distanza abissale rispetto all’inarrivabile capolavoro del thriller psicologico Psycho di Hitchcock, sempre del 1960.

Occhi Senza Volto

Occhi Senza Volto ha contribuito negli anni a formare l’immaginario collettivo con immagini difficili da dimenticare, eppure visto a distanza di anni mette in luce tutte le sue vaste lacune.

6,5

Danilo Cardone

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