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Il Dubbio – John Patrick Shanley [2008]

29 maggio 2011

Ingenua eutimìa

Il Dubbio

Ambientato in una chiesa cattolica del Bronx nell’inverno del 1964, Il Dubbio inscena le divergenze che intercorrono fra due stili di pensiero apparentemente opposti, uno progressista e uno conservatore, lasciando allo spettatore la scelta su quale sia migliore.

Tratto da una pièce teatrale scritta dallo stesso regista Shanley, il film vanta molti punti di forza.

Il primo è sicuramente la prova degli attori. Una Meryl Streep così strabiliantemente efficace la si attendeva da diverso tempo, mentre la giovane suora insegnante interpretata da Amy Adams è davvero convincente nella sua totale ingenuità.

Un discorso leggermente diverso andrebbe fatto per Philip Seymour Hoffman il quale non fa faville nell’interpretazione ma con quella sua faccia un po’ troppo pasciuta e golosa per essere quella di un prete modello, è estremamente credibile.

Un altro pilastro portante dell’opera in questione è dato dalla ricostruzione degli ambienti, curati nei minimi dettagli e sempre rappresentativi sia dell’epoca che del luogo come dei personaggi in scena.

Unitamente a ciò va segnalata una buona fotografia, molto classica e fortunatamente ben eseguita, così da richiamare già a livello d’immagine un cinema dimenticato dalle produzioni degli ultimi anni, troppo intente o a curare la forma tramite espedienti azzardati più o meno fortunati oppure a dimenticarsene quasi del tutto.

Inoltre ci troviamo di fronte a una sceneggiatura molto forte che malgrado non spazi molto aldilà dei limiti narrativi, è d’estrema utilità ai fini di una buona riuscita degli intenti registici.

Oltrepassata la superfice dell’immagine e di quanto possa concernere le più strette problematiche riguardanti la messa in scena cinematografica, lo spettatore s’imbatte in un’opera d’intelligenza non pretenziosa in grado di fornire più vie per la riflessione.

Il Dubbio

Come già suggerisce il titolo, tutta l’opera ruota intorno a un dubbio, nel caso è quello della preside nei confronti del parroco della chiesa. Il dubbio è però anche e soprattutto quello relativo a una filosofia di pensiero che vive in una perenne attualità in grado di passare indenne attraverso le varie epoche, ovvero: per l’essere umano è preferibile seguire la via tracciata dai nostri predecessori, fatta di certezze in apparenza moralmente limpide e rigorose, oppure è più opportuno adeguarsi al tempo in cui si vive scendendo a compromessi morali pur di poter far giungere la propria voce il più lontano possibile?

L’annosa questione non è risolvibile con un semplice film da 100minuti circa, ma sollevare la polvere sul quel terreno di tanto in tanto non fa male, anzi è proprio utile per annebbiarsi per qualche momento una vista sulla quale siamo troppo abituati a fare affidamento.

Dubitare per poter conoscere, o seguire la via della comprensione senza aver l’arroganza di entrare in questioni che non ci riguardano? Intolleranza o compassione?

Il film viaggia sempre in bilico fra le due possibilità ponendo come variabile ago della bilancia la giovane suora che nella sua proverbiale ingenuità non farà che alimentare costantemente questo dubbio.

D’altronde la scelta al bivio che divide fede e ragione è sempre sia atto di fede che atto di ragione, davanti ai quali i sostenitori dell’una o dell’altra via non potranno far altro che anteporre una maschera di comodo per nascondere i segni del dubbio.

Nel film sono poi presenti ma un po’ velate alcune critiche nei confronti delle gerarchie [nel caso quella ecclesiastica], del maschilismo e del razzismo.

Il tema narrativamente fondamentale della pedofilia è invece nel film rilegato al ruolo di fonte del dubbio ma niente più.

Il Dubbio

Il Dubbio non è quindi il film del secolo ma grazie alla sua camaleontica capacità di passare da thriller psicologico a film di riflessione, nonché grazie a una buona immagine e a una davvero ottima prova degli attori non ci sarebbero ragioni per non sedersi di fronte allo schermo e dubitare con i protagonisti…

7,5

Danilo Cardone

4 commenti leave one →
  1. 29 maggio 2011 21:13

    La Streep è, come al solito, schifosamente brava. Potrebbe reggere da sola qualsiasi film…

    • 30 maggio 2011 00:37

      Si, è davvero brava!
      A me non è piaciuta molto soltanto ne Il Diavolo Veste Prada, ma, vabbé per me quel film è sufficientemente disprezzabile sotto ogni aspetto..

      ^_-

  2. CinLarella permalink
    30 maggio 2011 16:28

    Finalmente siamo d’accordo sul giudizio ad un film!
    Ottima interpretazione di tutto il cast (Amy Adams,Viola Davis).
    Se proprio vogliamo trovare una critica..si vede che è un adattamento di un testo teatrale. Le riprese sono (volutamente credo) statiche, come se si volesse dare allo spettatore la sensazione di vederlo “live”..magari a Broadway😀

    • 30 maggio 2011 16:31

      Yes!🙂

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