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Un Uomo Da Marciapiede – John Schlesinger [1969]

22 maggio 2011

I had a dream

Un Uomo Da Marciapiede

Un giovane ragazzo texano [John Voight] appena arrivato a New York cerca di guadagnarsi da vivere facendo marchette, ma finisce con legare la propria vita a quella di un malconcio personaggio randagio [Dustin Hoffman].

Un Uomo Da Marciapiede non è un lungometraggio dalla tecnica esaltante però è un film che potremmo definire onesto. I personaggi sono due dei tanti perfetti sconosciuti che affollano le strade di una grande metropoli, sono persone comuni che combattono ogni giorno contro la cruda sfortuna che attanaglia ogni individuo della società.

Il biondo mascherato da cowboy è un sempliciotto che si trasferisce dalla campagna alla grande città sperando di poter trarre profitto dalle sue presunte abilità da tombeur de femmes. E’ un illuso, uno come tanti. Come chi sogna l’inarrivabile macchina sportiva o come gli italiani che andavano a cercare fortuna in America. E’ umile d’animo ed è un gran sognatore, ma questo a New York di certo non aiuta.

La componente onirica è palesata nella rappresentazione tramite vari momenti di flashback e visioni che non sono altro che sogni ad occhi aperti ed è importante al fine di restituire un senso globale di innocenza sia al personaggio che all’intera condizione umana, come se la via per la felicità passasse da una sana dose d’infantilità lontana dai pregiudizi prolificanti nelle città.

Il vagabondo personaggio interpretato da Dustin Hoffman è l’altra faccia dell’adattamento dell’uomo all’ambiente societario nel quale si cala, freddo, apparentemente distaccato e basilarmente egoista. Ma più passano i minuti e più la necessità di sopravvivenza svanisce altrove per lasciar posto al suo sogno, alle sue fantasticherie, all’utopica idealizzazione della Florida, terra di donne e sconosciuti pronti a darti la possibilità per una nuova vita.

Un Uomo Da Marciapiede

Quando il film uscì nelle sale nel ’69 venne vietato ai minori e subì molte critiche per via di alcune scene [davvero poco] spinte e soprattutto per il tema trattato dell’omosessualità e, più in generale, di un disagio societario all’epoca non ancora accettato da tutti.

Ciò che però sostiene l’intera pellicola sono temi ben più profondi e radicali che semplici immagini di nudo.

Un Uomo Da Marciapiede è un film ancora assolutamente attuale. La disillusione nei confronti della società contemporanea è un tema dominante nell’opera che ha facilmente fatto presa sui molti giovani che nel ’69 non nutrivano la benché minima fiducia nel sistema. Le possibilità di lavoro erano assenti, le relazioni fra persone sconosciute erano altrettanto aleatorie e osteggiate da una qualche paura del prossimo…

In compenso si può intravedere l’appiglio per una visione ottimista della vita, nella figura dell’amico, colui che pur non avendo nulla è felice di condividerlo, colui che è pronto a sacrificare la propria vita per aiutarti a inseguire un sogno.

La rivoluzione sessantottina portava avanti questi ideali, la gente sperava veramente in una nuova società basata sull’unione fra le persone, ma le cose andarono poi diversamente introducendo subdolamente le radici capitaliste in strati ben più profondi della società. Ma questo non si sapeva ancora, e nel ’69 la disillusione poteva ancora essere velata da precari ottimismi.

D’altronde malgrado le vicende narrino del rapporto di condivisione amichevole fra i due protagonisti, ciò che emerge a un livello d’interpretazione ancora precedente sembrerebbe essere l’antitetica solitudine ancorata all’illusorietà dell’aspettativa nei confronti della società.

Poco importa, il film è godibile e a tratti strappa anche qualche sorriso, soprattutto legato alla “ingenua” interpretazione di Voight.

Memorabili sono le scene dal montaggio parallelo ejzenstejniano che oltre ad essere evocative contengono un’ironia tale da dover essere obbligatoriamente evidenziate nel momento di un’analisi formale di opere come Una Pallottola Spuntata, dove l’ambiguità non è esplicitata dall’immagine in sé ma dalla giustapposizione di più immagini apparentemente slegate fra loro che assumono tutt’altri significati se relazionate.

Un Uomo Da Marciapiede

Un Uomo Da Marciapiede è quindi un film che ha segnato un’intera epoca e che garantisce tuttora buoni spunti di riflessione.

7,5

Danilo Cardone

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2 commenti leave one →
  1. 26 maggio 2011 12:13

    Leggendo le tue recensioni mi sto rendendo sempre più conto di aver visto tanti film dai temi non proprio “leggeri” in tenera età…
    Tra l’altro mi ero dimenticata anche di quanto è bella “Everybody’s Talkin”.

    • 26 maggio 2011 12:21

      E’ stato un bene vedere film e non filmetti in tenerà età, no? E’ lì che si forma il gusto e il modo di percepire..

      Everybody’s Talkin’ è assolutamente fantastica e, tra l’altro, la si sente spessimo durante il film!

      ^_-

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