Skip to content

Chacun Son Cinéma [2007]

7 maggio 2011

Silenzio in sala

Chacun Son Cinéma [Polanski]

In occasione del 60° Festival del Cinema di Cannes è stato chiesto a 33 fra i più influenti registi contemporanei di realizzare un cortometraggio di circa tre minuti che avesse come tema portante la sala cinematografica.

Una visione insolita quindi del “cinema” che solo recentemente, e raramente, i registi avevano preso in considerazione. Citerei tre esempi significativi come Vivre Sa Vie di Godard nella scena in cui Anna Karina piange di fronte alle immagini della Passione Di Giovanna D’Arco di Dreyer, anche se effettivamente l’attenzione è focalizzata sulla protagonista e non sulla sala, e soprattutto Il Favoloso Mondo Di Amélie quando Audrey Tautou afferma “mi piace molto voltarmi nel buio e osservare le facce degli altri spettatori” e ancora in Dancer In The Dark di Lars Von Trier quando Catherine Deneuve racconta le scene del musical in proiezione alla straordinaria miope Björk, scena tra l’altro citata nel corto dell’altro danese Bille August.

Chacun Son Cinéma è un collage, e come ogni collage presenta stralci che ci colpiscono più di altri, malgrado facciano parte del medesimo eterogeneo progetto.

Purtroppo la riflessione sul tema è spesso fuorviante per i registi che, ammaliati dall’idea di condensare tutta la propria sensibilità artistica nei pochi fotogrammi a loro disposizione, creano in molti casi degli ibridi a metà strada fra uno sketch televisivo e una elitaria messa in scena, dove spesso e volentieri il vero nodo cruciale della riflessione sfugge anche allo spettatore più attento che si ritroverà con la curiosità insoddisfatta di comprendere un qualsivoglia svolgimento dell’idea. Non che tutta l’espressione cinematografica debba passare obbligatoriamente da una inequivocabile comprensione totale dell’opera, ma visto il tema assegnato e la non sempre efficace forza dell’immagine, non sarebbe disprezzabile riscontrare qualche segno di intelligenza registica oltrepassante la presunzione tematica e formale.

Non tutto è da cestinare in questo frammentato lungometraggio ma, ahimè, l’esercizio stilistico prevarica di gran lunga la poesia.

Chacun Son Cinéma [Kitano]

Il primo cortometraggio è quello di Depardon che ci dà l’impressione che qualcosa di intrigante stia per iniziare, e in effetti il successivo corto parzialmente delirante di Takeshi Kitano ha dell’interessante.

Poi però ci si ritrova di fronte alla disfatta [di] Jeanne Moreau diretta da Angelopoulos, che nulla è in confronto dell’irritantissima presunzione inconsistente e autoreferenziale della quale nulla importa allo spettatore, nella messa in scena [si può dire così di fronte a vaneggiamenti di tale portata?] di Nanni Moretti.

I fratelli Dardenne ci regalano una buona prova che stupisce spettatore e protagonisti, così come l’ormai affermato Iñárritu che comunque rimane sempre un po’ troppo sul retorico.

Bellissimo [forse il migliore?] il corto di Zhang Yimou, mentre crudo ma non per questo eccezionale risulta Gitai.

Lars Von Trier è grottesco e surreale, e la sua ironia ben figura immersa nella presunzione formale di molti suoi colleghi.

Roman Polanski mette in scena una battuta, una barzelletta, scontata e banale. E che lo faccia bene ci importa un po’ poco.

Attoniti lascia il corto di Michael Cimino che, a livello registico, appare molto come aver sbagliato il colpo nella sua celebre roulette russa de Il Cacciatore.

Cronenberg è impazzito, ma questo già da tempo, mentre il peggior Wong Kar Wai lo potete trovare subito prima di un annoiante Kiarostami.

I 100 anni di Manoel de Oliveira sono tutti presenti nel suo insignificante corto interpretato da un appesantito Michel Piccoli, mentre simpatico ma nulla più è il corto proposto da Salles.

Non male il Wim Wenders in versione africana, anche se tocca poco l’animo dello spettatore, azione che invece riesce in maniera molto più spensierata a Chen Kaige.

Chiude uno sportivo Ken Loach.

Chacun Son Cinéma [Yimou]

Questo è quanto concerne questo florilegio di registi contemporanei dai quali, forse è inutile rimarcarlo, ci si aspettava molto di più…

5

Danilo Cardone

Advertisements
2 commenti leave one →
  1. miulan permalink
    8 maggio 2011 11:05

    GRAZIE DI AVER VISITATO IL MIO BLOG. MOLTO CARINO IL TUO SOPRATTUTTO PER LO SGUARDO INDIPENDENTE

  2. stefanogiasone permalink
    10 maggio 2011 23:57

    concordo: Zhang Yimou.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: