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Convoy, Trincea d’Asfalto – Sam Peckinpah [1978]

1 maggio 2011

Un Duel irto di caselli

Convoy

Reputato da alcuni un film cult, Convoy è un western contemporaneo ambientato sulle lunghissime e semidesertiche strade americane del finire degli anni ’70.

Uscito nel 1978 vantava sulla locandina nomi di tutto rispetto, a cominciare dal protagonista [persosi un po’ per strada negli anni a venire] Kris Kristofferson, per continuare con un Ernest Borgnine al suo meglio nelle vesti di un poliziotto ossessionato dai camionisti, e per finire con il regista Sam Peckinpah che, specialista dei western [si vedano Il Mucchio Selvaggio e Pat Garrett e Bill The Kid], raggiunse probabilmente il suo apice registico con il cruentissimo Cane Di Paglia del ’71.

E infatti anche in Convoy gli elementi del western ci sono tutti.

La storia narra della fuga apparentemente insensata di un gruppo di camionisti capitanati da “Anatra di Gomma” Kris Kristofferson attraverso vari stati americani, inseguiti dal “bastardissimo” sceriffo Borgnine. Disseminati qua e là ci sono scazzottate nei bar, accampamenti e arresti. Come nei migliori film western.

Tutto è ben fatto e il talento di Peckinpah risiede proprio nel riuscire a creare un film d’azione dal ritmo sostenuto che accontenta e aggiorna il gusto degli aficionados degli scontri un po’ impari fra soldati armati e indiani autoctoni equipaggiati solo con delle non troppo temibili frecce.

Le inquadrature polverose hanno proprio il sapore di carovana western, mentre l’impacciata ironia con la quale vengono trattate le vicende relative al poliziotto Borgnine strappano sorrisi di derisione allo spettatore.

Ciò che ben non si capisce nel film è perché tutto ciò accada. Il tentativo di definire il protagonista come fuori dagli schemi e libero dalle costrizioni societarie è un po’ debole in quanto limitato al suo guidare la testa d’una carovana di camion e tir apparentemente infinita.

Anche il tema razziale è sfiorato, ma inserito in un contesto di esaltazione dello spirito eroico del protagonista bianco.

Non manca ovviamente la storia d’amore con la bella di turno, una Ali MacGraw un po’ troppo rigida nella parte della fotografa libera e indipendente.

E così il film scorre come scorrono le 18 ruote dei tir del convoglio: incessanti nel loro avanzare, ma senza una meta e senza un perché.

6

Danilo Cardone

4 commenti leave one →
  1. 1 maggio 2011 21:52

    qual è secondo te il miglior western? Tra i miei preferiti c’è sicuramente un dollaro bucato.

    http://gelamilano.wordpress.com

    • 2 maggio 2011 01:35

      Uhm.. direi Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo.

      Pat Garrett e Billy The Kid invece non mi è proprio piaciuto..

  2. 29 maggio 2011 16:49

    Ciao,
    grazie per i commenti e complimenti per questa ottima recensione di Convoy…Sono d’accordo con te, ed è un piacere che qualcuno stimi questo film che troppo spesso è stato etichettato come una baracconata superficiale e fracassona!

    • 29 maggio 2011 19:30

      Sam Peckinpah è un regista, a differenza di altri che si mettono dietro la macchina da presa, quindi è difficile disprezzarlo.
      ^_-

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